“Per scelta o per destino? Il racconto della mia vita”

Elvira è una mamma di altri tempi, di quando le famiglie erano numerose e ne facevano parte anche i genitori e i parenti anziani. E’ sempre disponibile con tutti,  in casa e con la sua automobile, ogni giorno in giro per le strade caotiche di una città del Sud, perché c’è sempre qualcuno da accompagnare.  E’ dinamica, coraggiosa, ma il suo sorriso timido e i suoi modi  gentili  tradiscono una immutata sensibilità di adolescente,  che non ha mai smesso di emozionarsi  e di arrossire.
La vita corre in fretta, ed Elvira è una nonna, di nipoti ormai adulti, con una gran voglia di raccontare la sua vita, per ricomporre i ricordi e comprendere il senso della propria vita. Il suo desiderio di raccontarsi è sempre  più forte. E’ “un’urgenza”, proprio come la definisce Duccio Demetrio, professore di filosofia dell’educazione , nel suo  “Raccontarsi: l’autobiografia come cura di sé”.  “C’è un momento nel corso della vita – secondo Demetrio –  in cui si sente il bisogno di raccontarsi in modo diverso dal solito. … quasi un messaggio che ci raggiunge all’improvviso, sottile e poetico, … Quasi un’urgenza o un’emergenza,  …In quel momento qualcosa di più importante, e profondo,  ci coglie alla sprovvista e impreparati…. l’egocentrismo che parrebbe caratterizzarlo si muta in un altruismo dell’anima;… Ciò che è stato poteva forse compiersi altrimenti, …”

Ed è soprattutto questa la domanda a cui Elvira sente il bisogno di dare una risposta, per se stessa e per gli altri: “gli eventi che mi sono accaduti sono stati frutto di scelte che ho compiuto o sono solo un insieme di coincidenze che non potevo decidere di cambiare? Le mie scelte di vita sono state davvero ‘mie’ oppure era già tutto scritto nel destino?”
Ancora una volta nella sua vita, Elvira Ferlito riesce a rompere il tabù del  “non è cosa tua”, che in siciliano significa “non puoi, non sei all’altezza”, e scrive il racconto della sua vita.
Con l’aiuto di Clara Nicoletta, la nipote diciottenne, ripercorre i momenti cruciali dell’infanzia e della giovinezza, i giorni in cui la sua vita sembra dipendere più da circostanze del tutto casuali,  persino banali, se non fosse per l’effetto che avranno negli anni a venire;  casualità così importanti che non puoi non chiamarle “destino”.
E per citare ancora una volta Duccio Demetrio: “Ciò che è stato poteva forse compiersi altrimenti, la storia avrebbe potuto conoscere altri finali, ma, comunque sia, era quella la storia e bisogna cercare di amarla poiché la nostra storia di vita è il primo e ultimo amore che ci è dato in sorte”.
Clara Nicoletta Cavallaro, ha avuto la freschezza e il talento necessari per trascrivere la storia di nonna Elvira senza filtri e intermediazioni, rispettandone fedelmente  la narrazione. Esperienze personali che Elvira ha sempre raccontato alla sua famiglia, come fossero una piccola storia d’Italia vista con gli occhi di una bambina siciliana, nata nel  1935. Con lo stesso rispetto, senza alcun intervento esterno di editing  o di mediazione narrativa, il racconto è stato pubblicato, per essere letto come fosse un diario autografo, scoperto per  caso in un cassetto.

Maria Luisa Polizzi

(Articolo tratto dal mensile “Lo Scaffale” – N. 2 di febbraio 2016)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Per pubblicare il tuo commento, devi prima accettare le condizioni della nostra Privacy Policy

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

scroll to top