11 Settembre: le due facce della verità

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Ci sono immagini che restano impresse nella memoria collettiva a perenne testimonianza del tragico evento che esse descrivono, ciò che siamo abituati a vedere al cinema si trasferisce improvvisamente nella nostra realtà, dandoci un profondo senso di insicurezza e di terrore.

I due aerei di linea che si schiantano sulle torri del World Trade Center di New York causando la morte di oltre 3000 persone è certamente una di quelle immagini. Tuttavia dopo undici anni da quell’undici settembre che a detta di molti ha cambiato il mondo sono ancora tantissimi gli interrogativi che non trovano una risposta chiara.

Il secondo aereo si schianta su World Trade Center

Quali sono i possibili retroscena di questo sconvolgente evento?

Domande poste dai familiari delle vittime, ma anche da giornalisti o da semplici indagatori non ufficiali, che hanno notato le numerose discrepanze e le contraddizioni della versione ufficiale, quella cioè fornita in tempi straordinariamente precoci dagli organi governativi che hanno investigato su quei tragici eventi.

I parenti delle vittime hanno costituito un comitato che già da tempo chiede a gran voce che vengano riaperte le indagini ma non ha ottenuto nessuna risposta.

Alcuni tra gli scrittori che si sono impegnati nello studio di una materia così complessa quale è quella dell’11 settembre hanno poi pubblicato negli ultimi anni i risultati delle loro ricerche, che sono a dir poco sorprendenti.

Ma il governo degli Stati Uniti ha risposto ai primi, che le indagini sono state chiuse (ancora oggi non esiste una versione ufficiale ma solo delle relazioni governative che si contraddicono vicendevolmente) e i risultati sono quelli che i media ci hanno comunicato, anche se in maniera alquanto confusa.

Mentre, lo stesso governo, ha liquidato i secondi come ciarlatani della fantapolitica e delle ipotesi di complotto.

Eppure, tutto ciò che affermano questi fantomatici “complottisti” è anche avvalorato da precise e incontestabili prove, che lasciano poi al lettore il compito di ragionarci sopra liberamente. Tutte queste prove sono diventate materia di seminari, documentari, libri e blog su internet che le televisioni e i giornali di tutto il mondo fanno finta di ignorare, e pure con grande impegno. Una mole di dati talmente grande che in poche righe sarebbe impossibile per noi trattarla nel modo corretto.

Tracciamo dunque solamente le linee più periferiche delle tesi di chi crede al complotto, rimandando alla lettura su tale argomento di testi ben più preziosi di questo articolo.

Prendiamo ad esempio il lavoro svolto dallo scrittore e regista Massimo Mazzucco, autore del primo film documentario italiano sull’11 settembre uscito insieme al libro a cui è allegato con il titolo “11 settembre 2001 – Inganno Globale” (Macro edizioni).

Libro e DVD di Massimo Mazzucco - Inganno GlobalePrendendo spunto dal saggio di Mazzucco, e da altri di autori americani come David Icke oppure Eric Hufschmid, che possiedono un proprio blog personale da cui è possibile scaricare tutte le informazioni che si desiderano, guardiamo ora ad alcuni di quei tragici e poco chiari fatti verificatisi quel giorno.

Innanzitutto ci si chiede come mai la più potente macchina bellica del mondo abbia potuto fallire così miseramente, incapace di neutralizzare una minaccia di tali proporzioni. Troppe coincidenze difficili da spiegare che portarono ad una attentato tanto grave quanto complicato da attuare, e questo fa pensare a possibili complicità ai più alti livelli.

Per esempio, la coincidenza di una esercitazione militare di vasta portata che quella stessa mattina dell’attentato aveva sparpagliato molti aerei da combattimento fino al confine con il Canada e poi fino all’Alaska.

La base militare Andrews che pur distando soli 17 km da Washington non è stata avvertita in tempo dalle autorità civili, una stranezza questa che va ad aggiungersi al fatto che il sito web della base stessa, fino alla data del 10 settembre, cioè il giorno prima della tragedia, affermava di ospitare ben due stormi di caccia militari (cosa facile da credere visto che alla base Andrews sono di casa gli Air Force One presidenziali che ovviamente vanno protetti) e poi improvvisamente la mattina del 12 settembre, il sito web subisce un misterioso aggiornamento nel quale si afferma che la Andrews è solo una piccola base in cui si trovano aerei da trasporto militari e poca altra roba.

Aereo militare Americano durante esercitazione

Per quanto riguarda i presunti terroristi le cui foto hanno riempito intere pagine di giornali, ebbene, questi sono risultati autentici solo a metà. Ben dieci dei 19 dirottatori identificati dall’FBI infatti, non erano mai stati su quegli aerei. Sono stati rintracciati in seguito e risultano essere vivi e vegeti senza alcun legame con il terrorismo estremista islamico.

Un altro aspetto che non convince i sostenitori del complotto è il motivo che avrebbe causato il crollo della torri gemelle del WTC di New York. Secondo la versione ufficiale a determinare il cedimento della struttura furono soprattutto le alte temperature raggiunte dopo l’impatto ed un effetto domino che aveva trascinato i piani dell’edificio uno sull’altro. Improbabile che potesse crollare per l’incendio, per quanto di vaste proporzioni e ad elevate temperature, si è detto comunque che sarebbe stata l’elevatissima temperatura raggiunta nell’edificio, circa 800 gradi centigradi, a causa della fuoriuscita del carburante dagli aerei, a fondere le travi di sostegno. La struttura, di acciaio puro, secondo alcuni alti ufficiali del Dipartimento dei Vigili del Fuoco di New York  intervistati dalle TV americane in seguito, appariva molto resistente e costruita per reggere ad un tale impatto e a resistere ad elevate temperature.

Di tutt’altra specie sono poi i dubbi sollevati sull’attacco al Pentagono avvenuto quella stessa mattina a Washington, attacco che ha incredibilmente colpito l’unica ala dell’edificio quasi deserta, poiché in essa erano in corso dei lavori di restauro.

Foto aerea del Pentagono su cui sono segnate le possibili rotte dell'oggetto volante che ha colpito l'edificio

Nessun Boeing 757, che come sappiamo è grande quanto mezzo campo da calcio, sarebbe mai potuto passare inosservato a circa cinquanta metri dal suolo (come afferma la versione ufficiale) davanti agli occhi delle centinaia di automobilisti che viaggiavano sull’autostrada sul lato dell’edificio.

Gli stessi testimoni inoltre, oltre cioè a non aver visto nulla, dissero anche di non aver sentito nulla ed è strano se pensiamo che quell’aereo montava due motori Rolls Royce da cinque tonnellate ciascuno, che viaggiavano a 850 km all’ora, vi basterebbe fare una passeggiata nei dintorni di un aeroporto per capire cosa intendiamo.

A queste e moltissime altre domande non è mai stata data alcuna risposta dagli organi ufficiali.

Qualunque cosa sia accaduta quel giorno infatti la sola cosa che non dovremmo mai dimenticare, a parte ovviamente il rendere onore a tutti coloro che hanno perduto la vita quella tragica mattina, è che esisterà sempre un Grande Fratello orwelliano che pretenderà di dirigere le nostre vite, di nascondere i fatti, di indirizzare le nostre opinioni e persino la nostra volontà.

L’unico modo per opporvisi sarà allora scoprire la verità, dove possibile, oppure mettere in dubbio le certezze che altri pretendono di imporci, magari come ci ha suggerito quel grande imperatore filosofo che era Marco Aurelio quando scrisse “chiediti ogni giorno il perché delle cose”.

Antonino Polizzi

(Articolo tratto dal mensile “Lo Scaffale” – N. 4 di settembre 2012)

One Reply to “11 Settembre: le due facce della verità”

  1. Spirito Libero ha detto:

    Incredibile!

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